Stai leggendo...

Allattamento a rischio: cos’è e come fare domanda

0
allattamento
PAROLA DI OPERATRICE FISCALE

Allattamento a rischio: cos’è e come fare domanda

Andiamo subito al dunque , si tratta un vero e proprio congedo di maternità che permette l’interdizione dal lavoro fino al compimento del 7° mese del minore ossia la possibilità per la neo mamma di astenersi, retribuita al 100%, dal lavoro durante il periodo di allattamento se questo risultasse a rischio perché esposta ad agenti pericolosi per la propria salute e per quella del bambino o in caso ricoprisse ruoli che prevedono un certo sforzo fisico.

Nel caso di lavoro notturno invece (dalle 24 alle 6), chi allatta può essere esentata fino a un anno dopo il parto, fino a 3 anni su richiesta e fino a 12 anni se è una mamma single.

Tutto bellissimo vero? 

Peccato che la domanda di allattamento a rischio possa essere chiesta solo per alcuni settori lavorativi che possono rappresentare dei fattori di rischio per le neo mamme condizionando negativamente l’allattamento, ecco quali sono:

  • il settore industriale;
  • il settore della sanità;
  • il settore della ristorazione e commercio alimentare;
  • il settore dell’agricoltura;
  • il settore estetico e parrucchiere;
  • il settore alberghiero e domestico;
  • il settore scolastico

In questi settori infatti, le lavoratrici possono venire a contatto con: 

  1. agenti fisici: nel caso le  lavoratrici si trovino esposte a radiazioni ionizzanti, nello specifico a 1 millisievert all’anno, lavorando quali tecniche di laboratorio radiologico o come radiologhe oppure alle lavoratrici che subiscono rumori molto forti, sopra i 90 decibel, o ancora a quelle che subiscono sollecitazioni termiche, lavorando in cucine troppo calde o in celle frigorifere. O le lavoratrici  sottoposte a vibrazioni negli arti superiori o su tutto il corpo lavorando ad esempio sulle navi, sui treni e su altri mezzi di trasporto in moto;
  2. agenti biologici: caso in cui  le lavoratrici operino ini reparti per malattie infettive, mentali o nervose si occupino dell’allevamento e della cura del bestiame ed anche di quelle che sono impiegate nel settore della scuola, laddove possono venire a contatto con malattie infettive quali varicella e rosolia trasmesse dagli alunni;
  3. agenti chimici: si veda il caso delle lavoratrici che sono obbligate al contatto con vernici, gas, polveri, fumi, mercurio e derivati, pesticidi, sostanze tossiche, corrosive, esplosive ed infiammabili poiché lavorano nel settore agricolo o in industrie chimiche o anche le estetiste o le parrucchiere che utilizzano prodotti chimici, ecc.
allattamento a rischio

Cosa fare per ottenere l’estensione della maternità fino al settimo mese?

Il datore di lavoro , al rientro della lavoratrice dalla maternità  dovrà valutare se ci sono rischi per l’allattamento nel rispetto delle linee guida elaborate dalla Commissione dell’Unione Europea, ovvero dovrà valutare se la mansione della lavoratrice è compatibile con l’allattamento oppure se i suoi compiti rischiano di recare pregiudizio o possono essere nocivi per la sua salute. In tal caso dovrà adottare le misure necessarie affinché il problema venga risolto, un esempio potrebbe essere un cambio mansione fino ai 7 mesi del bambino. 

Se non dovesse essere possibile assegnare una mansione diversa alla neomamma, alla stessa spetta l’astensione dal lavoro fino al settimo mese, retribuita al 100%.  

Ecco come farne richiesta : in questo caso la lavoratrice deve presentare apposita istanza scritta alla Direzione Territoriale del Lavoro competente che provvederà all’interdizione dal lavoro compilando e inviando questo modulo .

Una volta ottenuta risposta positiva dall’Ispettorato del Lavoro si dovrà procedere con la presentazione della domanda in Inps . Per questo ho preparato un tutorial che potrai chiedermi sotto al mio ultimo post su instagram .